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Ogni tanto torniamo casa… ma è raro
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Alì e la sua pietra

May 25, 2010 By: admin Category: Riflessioni in viaggio, Viaggio in Marocco

Alì, quando è nato ha visto il buio. Da noi si dice “vedere la luce” ma lì a Merzouga, nel caldo del deserto africano, i bambini devono nascere al riparo dal caldo, al buio di una tenda o nei villaggi sotterranei dove le temperature diventano più tollerabili. Alì viene da Merzouga, nel sud del Marocco ai piedi dell’Erg Chebbi, la grande duna. I genitori di Alì abitavano allora nel villaggio dei neri discendenti dai cercatori di diamanti o da schiavi sfuggiti ai loro carcerieri. Nei villaggi dei neri risuona spesso il suono dei tamburi, della musica gnawa, quella magica melodia che fino ad ora abbiamo ascoltato sulla 4×4 che ci riporta in città. marocco_ali Alì ha guidato in silenzio, tranquillo, seguendo un fuori pista abbastanza impegnativo ma da pochi minuti si è scatenata una vera e propria tempesta di vento e un muro di sabbia ci isola dal mondo esterno costringendo il nostro autista a rallentare sensibilmente. Forse per allentare la nostra tensione Alì inizia a parlare e indicando le montagne, che a tratti si intravedono e che delimitano la Vallè du Draa ci dice “Io vengo da lì..”. “Abitavi lì, vicino Merzouga, Alì ? “. Alì sorride e mi spiega che nel deserto non si abita ma si cammina perché “il deserto si muove e tu con lui” e continua “ Se vuoi sopravvivere devi camminare e cercare, cercare una volta il cibo, una volta l’acqua, una volta la tua strada. Vedi, io ho sempre camminato e cercato nella mia vita. Ho incontrato tanto deserto e rare oasi che comunque mi hanno visto per poco. Non mi sono mai fermato e, anche se avevo gli occhi aridi e le gambe spezzate dalla stanchezza, all’alba ero pronto a ripartire. A venti anni ho lasciato la mia famiglia, mia moglie senza dare spiegazioni. Volevo capire cosa c’è dietro questo muro di sabbia che racchiude l’Africa, ne volevo uscire e sono partito seguendo solamente quella flebile impronta nel mio cuore. A Alnif ho incontrato un professore di mineralogia che mi ha insegnato tante cose, anche a leggere e a scrivere. Insieme a lui cercavo minerali come trilobiti, ammoniti. Su quelle montagne nere e inospitali trovato di tutto: azuriti, oro, argento e tante altre pietre che avevo imparato a riconoscere e che rivendevo. Quando il professore ritornò in Europa ero troppo preso a far soldi per fermarmi e continuai le mie ricerche da solo per cinque lunghissimi anni. Cinque anni di caldo infernale e di gelidi bivacchi notturni. Le ricordo ancora quelle notti in cui riflettevo su quello che non ero riuscito a dire a mia moglie prima di lasciarla. In silenzio immaginavo di spiegarle il mio desiderio disperato di fuggire da quel mondo di sottosviluppo e sofferenze, di seguire un cammino diverso da quello della migrazione verso le città del degrado. Allora le scrivevo dei poemi che immaginavo di lasciarle davanti alla sua tenda come facevano i componitori di qasida. E la mattina ripartivo a cercare, a seguire il mio cuore ma senza capire. Poi un giorno, durante una tempesta di sabbia dalla montagna rotolò una pietra fino ai miei piedi; la raccolsi e il mio cuore ebbe un sobbalzo. Era un magnifico quarzo trasparente al cui interno sembrava muoversi qualcosa. Una strana calma si impossessò di me e mi accucciai dentro la tenda, addormentandomi all’istante. Quando mi sveglia la mattina dopo la pietra sotto il mio sguardo era illuminata dai raggi del sole. Era acqua quello che si muoveva al suo interno ! Era una pietra contenente acqua preistorica. Lì nel deserto inospitale del Jbel Sahro avevo trovato l’acqua, la vita, il tesoro del deserto. Capii che le mie ricerche erano finite: quella dura pietra nascondeva la vita come il mio desiderio di ignoto aveva celato i miei affetti. Tornai presto sui miei passi, dalla mia famiglia a Merzouga. I miei genitori con i fratelli si erano da tempo trasferiti a Casablanca e mia moglie, stanca di aspettare, era sparita. Come tradizione vuole, lasciai un poema che le avevo scritto davanti alla tenda abbandonata e iniziai la mia seconda vita, la vita dell’acqua, la vita africana. Ora sto ristrutturando un Khettara che porterà acqua a circa dieci famiglie e quando non ho soldi faccio la guida ai turisti europei. La pietra è sempre con me e mi ricorda il cammino da seguire, il principio per cui lottare. Non ho né moglie né figli: il solo pensiero che un figlio non riesca a capire il significato della pietra e cerchi di allontanarsi dall’Africa per un futuro “migliore” mi terrorizza. Vuoi sapere cosa ho scritto e lasciato davanti alla tenda di mia moglie ? Ecco..

Non ti domanderò come e perché..

io sarò con te..

Vorrai vivere l’era dell’acqua ?..

Vorrai uscire dal sottosviluppo ?…

Allora non ti domandare come e perché..

perché tu sarai con me…

Vuoi fuggire dall’era della sete per

entrare in quella dell’acqua ?

Io sarò con te..

Vuoi abbandonare il tuo stato di nomade

per sederti all’ombra di un albero ?..

Io sarò con te ..purché quell’albero

abbia radici ben piantate e solide nella nostra terra..

marocco_guelmin-marche-de-chameux-20

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L’asta è finita

May 07, 2010 By: admin Category: Riflessioni in viaggio, Viaggio in Marocco

L’asta si tiene direttamente sulla spiaggia al rientro delle barche. Il battitore grida, i marocco_862-1600x1200 pescatori in cerchio offrono il loro pescato. L’asta si tiene in una lingua sconosciuta, fatta di urla, di cenni lievi e di taciti assenzi. Altre barche si affrettano a tornare in porto, affrontano la barriera delle onde che si frangono e poi, attraverso uno stretto passaggio, entrano nella tranquilla laguna di Moulay Bousselahm. Le barche filano veloci sulla laguna, aggirano le piccole isole sabbiose ed infine vanno ad arenarsi una accanto all’altra scaricando il loro pescato. Sogliole guizzanti, rombi, seppie, gamberi, marmore, dentici, gamberi reali vengono subito raccolti in cassette e venduti. Il caos dell’asta prosegue seguendo regole precise e sconosciute mentre i pescatori ripartono velocemente per un altro turno di pesca. Il territorio di pesca è vicino ma l’Oceano Atlantico concede solo qualche ora di lavoro la mattina presto, e poi il rientro è ostacolato dalle onde che frangono troppo violentemente anche per quelle belle e solide barche in legno. A tarda mattinata l’asta si conclude e due camioncini pieni di pesce partono per l’interno del Marocco. Rimangono a terra seminascoste dalla sabbia piccole pezzature di pesce. Pesce freschissimo, ancora guizzante ma troppo piccolo per essere servito nei ristoranti di Fès o Meknès. Mi viene subito da pensare alle nostre leggi europee che limitano l’utilizzo di reti a maglia troppo piccola. Quest’Africa che non vuole ancora parlare di ambiente.. l’Africa non guarda al futuro ? Poi il mio sguardo torna sulla spiaggia . I pescatori si allontanano mentre mamme e bambini si chinano e raccolgono il pesce invenduto e abbandonato. Oggi potranno mangiare. Povera gente che sopravvive grazie allo spreco di pesce. Povera gente che sopravvive raccogliendo i resti che i turisti lasciano nei cassonetti delle città imperiali. Povera gente che compra le nostre biciclette, buttate in Italia, raccolte e trasportate in Africa. Li ricordo ancora i camioncini imbarcati sulla nave per il Marocco: biciclette, mobili, televisori, attrezzi, casalinghi tante cose che noi non ricicliamo ma trasferiamo in Africa. Lo ricordo ancora il signore milanese abbigliato come Indiana Jones che vendeva al mercato delle pulci di Essaouira tanti seggiolini per bambini senza chiusura di sicurezza e quindi illegali in Europa. Ma sì, mandiamo tutta la nostra immondizia in Africa ! Utilizziamo pescherecci super tecnologici per pescare nel loro territorio ! Tanto l’Africa come può reagire ? L’Africa la cui popolazione  in gran parte sopravvive con gli sprechi della gente ricca, sulla mancata regolamentazione della pesca, sulla svendita del proprio territorio. Come faremo a salvarci dall’autodistruzione senza salvare prima l’Africa dalla nostra ingordigia ? Mentre rifletto su questo un pescatore si avvicina e mi dice “Hai visto quanto pesce ? Una volta se ne pescava 10 volte tanto..comunque il mare è sempre generoso. E da voi  ? ” No, vorrei rispondere, in Italia il mare non è più buono, noi lo stiamo uccidendo e l’asta è quasi finita ma è un discorso troppo complicato per tutti noi. marocco_spiaggia-lalla-fatna

Diario di viaggio in Marocco. Parte prima: verso il Sud

April 27, 2010 By: admin Category: Il Camper, Viaggio in Marocco

Per raggiungere il Marocco abbiamo deciso di prendere il traghetto della compagnia Marocchina Comarit da Genova. L’imbarco alle 9 di mattina desta una serie di problemi poiché Genova non possiede zone ampie dove sostare la notte. All’imbarco siamo in 5 camper e una moltitudine di furgoni e furgoncini stracolmi di mobili e biciclette.  Il disbrigo delle operazioni doganali è abbastanza efficiente ma rigido: passaporto con marca  e documentazione del camper sono obbligatori.

La nave della Comarit, Berkane, non si presenta male ma le cabine sono alquanto sporche e trasandate. In compenso la pensione completa è buona e il servizio eccellente. Prese di corrente di tipo francese.  Gli asciugamani si devono chiedere alla reception.

Già dal pomeriggio si iniziano a fare le lunghissime operazioni doganali di sbarco. La polizia marocchina a bordo della nave si occupa del controllo passaporti e poi della documentazione necessaria per lo sbarco del camper.

18 Marzo (Giovedì) Da Tangeri a Rabat

Dopo 48 ore lo sbarco a Tangeri avviene quasi in perfetto orario. Qui è inutile tergiversare, bisogna pagare circa 10 euro ai faccendieri che si occupano del disbrigo ulteriore delle questioni doganali. In compenso il tutto si risolve in pochi minuti. All’uscita dei cancelli del porto ci rivolgiamo subito all’ufficio cambi di una banca per avere i dirham necessari per l’autostrada.  L’uscita dalla città non crea particolari problemi. Passando per i grandi viali della nouvelle ville e seguendo indicazioni numerose e precise arriviamo velocemente all’imbocco dell’autostrada.

Data l’ora decidiamo di andare direttamente a Rabat dove arriviamo verso le 2 del pomeriggio. Si è deciso di seguire la costa marocchina fino ed oltre Agadir per poi addentrarsi nello Anti Atlante.

Utilissimo a Rabat è seguire le indicazioni per l’aeroporto e poi entrare in città da lì, dato che appena arrivati in vista della famosa torre ci si trova sulla destra i magazzini Marjane dove poter sostare almeno di giorno. Dopo un tour per la città alla ricerca di un punto sosta per la notte ci arrendiamo e parcheggiamo proprio dietro alla Kasba des Oudaias dove un posteggiatore simpaticissimo e un po’ ubriacone ci accoglie ma solo fino a sera.

Giro per la Medina con assaggi di trattative per l’acquisto di souvenir. Ci avevano detto che a Rabat non si tratta ma non è vero, la trattativa per l’acquisto di qualsiasi merce è l’anima del commercio marocchino. Comunque nel tranquillo souk di Rabat dove non ci sono venditori asfissianti,  iniziamo a capire che dovremo essere noi a dare un prezzo alle cose e iniziare così le trattative. Il souk è coperto e le strade, sopratutto via Des Consuls piene di antichi ed elegantissimi palazzi.  Rendendoci conto che Rabat è una bella città e che abbiamo visto poco decidiamo di restare nei pressi per visitarla il giorno successivo. E’ ormai sera e ci incamminiamo sulla strada costiera alla ricerca di Tamra plage dove si trova il punto sosta di Rabat. Circa 15 chilometri di fermate, richieste di delucidazioni, insomma un incubo sia per noi che per la “gendarmerie” costretta ogni volta a risponderci. L’area sosta si trova dopo la Gendarmerie royale, un bel parco con un muro di recinzione pieno di fiori e molte guardie.

19 Marzo (Venerdì) Visita di  Rabat e partenza per  Oualidia

Visita di Rabat.

Mattina visita di Rabat in petit taxi ma ehm, non bisognerebbe scriverlo (leggere il capitolo conclusioni per i chiarimenti).Visitiamo lo splendido mausoleo di Mohammed V, la torre di Hassam, la ville nouvelle e il Chellah

Nelle grandi città il venerdì mattina la Medina è deserta poiché è giorno di preghiera.  Primo pomeriggio partenza per Oualidia dove si trovano amici di amici. Riprendiamo quindi l’autostrada consapevoli che la costa fino a Casablanca non offre molte attrattive. Torniamo  sul mare all’altezza di El Jadida dove finisce l’autostrada.  marocco_mare Costeggiamo un serie di dune altissime sul mare che proteggono dal vento e dalla salsedine  una campagna rigogliosa e infine arriviamo a Oualidia.

L’agglomerato di case di Oualida è adagiato su una spiaggia-laguna bellissima e pescosissima. C’è anche un campeggio ma è improponibile. Amici di amici ci aspettano per raccontarci la loro lunga(circa tre mesi)  esperienza nel sud del Marocco a Daklah dove tanti italiani e francesi vanno a svernare.  Tanti camper sono parcheggiati sulla spiaggia e i pescatori del posto offrono una cena a base di pesce alla griglia cucinato vicino al camper. Ottimo.

marocco_oualidia

A sera, nonostante le zanzare molto aggressive, ci mettiamo a chiacchierare con un pescatore e scopriamo che tanta gente del posto è stata trasferita nei territori del Sahara occidentale per colonizzare il posto. Ci raccontano anche dei problemi della pesca, una delle maggiori risorse del Marocco e dei disordini accaduti a Sidi Ifni. E’ bello viaggiare e “capire” in un paese tanto lontano da noi

20 Marzo (Sabato) Da Oualidia a Essauira

La strada costiera è bella e passa per Safi dove è possibile acquistare ceramiche a prezzi davvero irrisori. L’esperienza dell’attraversamento della medina di Safi è un primo contatto con la dura realtà del Marocco. A Safi c’è un bel campeggio ma è possibile parcheggiare in città durante il giorno girando attorno alle mura della Medina fino all’ufficio postale. All’uscita della città non prendete la strada costiera ma la più corta che torna sul mare dopo pochi chilometri. In questo modo vi risparmierete l’attraversamento della zona industriale.

Una grandissima estensione di alberi di tuya vi annuncerà l’ingresso nella zona di Essaouira, la più gradevole cittadina di mare del Marocco. Il piccolo campeggio di Essaouira non offre molto ma è l’unico. E’ anche possibile dormire vicino al porto o sulla strada lungo la spiaggia. Tenere presente comunque che il campeggio si trova vicino al faro sulla strada per Agadir,  l’entrata dietro ad un negozio di vasi e che il taxi per la città costa intorno ai 10 dihram (1 Euro). Indirizzo campeggio: “Camping Sidi Magdoul” Tel +212 44472196 Essauira. Circa 60 dh tutto compreso. Essauira vuol dire ben disegnata quindi ci si può orientare bene. La medina merita una visita così come i bastioni. La città è famosa per la lavorazione del legno di tuja e per la produzione dell’olio di Argan. Acquistate i bellissimi manufatti in legno e il loro profumo allieterà la vostra casa per anni. Il ristorante Layone è un ottimo luogo per provare le pietanze marocchine. marocco_tajine

Visita di Essaouira

22 Marzo Partenza per Tiznit lungo la bella e stretta strada costiera.

Partendo da Essaouira non ci si può dimenticare di visitare una delle tante cooperative di donne che producono l’olio di argan. Nella prima cooperativa bellissime ragazze vi spiegheranno come viene prodotto l’olio di argan alimentare e cosmetico. Abbiamo acquistato varie creme a prezzi elevati per lo standard marocchino ma bisogna tenere presente che si tratta di prodotti affidabilissimi. La strada per Tiznit è costiera fino ad Agadir. Mare bellissimo e qualche punto sosta libero molto interessante. Il camping Atlantic, prima di Agadir è veramente attrezzato e pulito. Agadir è molto grande e completamente moderna. Non ci fermiamo e ne siamo dispiaciuti poichè il mare è bellissimo e riparato dal vento e dalle onde dell’oceano. Dopo Agadir la strada passa all’interno e diventa stretta e trafficata. All’arrivo a Tiznit siamo entrati nel campeggio, comodissimo, attaccato alle mura della città, si trova vicino alla piscina comunale e si chiama, neanche a dirlo, International.  Per arrivare al campeggio basta girare subito a destra appena si incontra una grande rotonda in città. A pochi metri dalla porta della Medina a destra troverete l’entrata del camping.  Accolti quasi in maniera scostante, ci siamo poi resi conto che il gestore del campeggio è una persona davvero simpatica e disponibile.

Tiznit è famosa per le sartorie, carrozzieri per il camper e per gli ottici. Non dimenticare di portare con voi  la prescrizione del proprio oculista e, se si preferisce, una montatura già provata in Italia. marocco_tiznit E’ possibile optare per una tranquilla serata sulla spiaggia in riva al mare a Aglou Plage dove l’albergo omonimo mette a disposizione il piccolo parcheggio nel cortile se si rimane a cena da loro. Il direttore dell’albergo ci offre anche una stanza dove fare la doccia e l’utilizzo del wireless dell’hotel. Il cielo nuvoloso ed una pioggerellina intermittente non ci impediscono di fare una bella passeggiata sulla spiaggia e visitare le grotte dei pescatori. A sera gustiamo una ottima frittura di pesce e a nanna in cortile. marocco_aglouplage Se non si vuole approfittare dell’albergo è possibile utilizzare un campeggio sul mare all’entrata del paese.

23 Marzo Aglou Plage Tiznit Torniamo a Tiznit e passiamo la mattina tra acquisti di occhiali e trattative per tapezzerie. Sempre a Tiznit facciamo gli ultimi acquisti di formaggi in un supermercato ed infine visitiamo la Moschea dove incontriamo un invasato mussulmano che ci vuole portare sulla buona strada della sua religione. L’Imam, scusandosi, fortunatamente ce ne libera subito.

24 Marzo Partenza per l’Anti Atlante con l’incantevole valle di Ameln e arrivo a Tafraoute. Circa 110 chilometri di strada malmessa. Le piogge torrenziali dell’inverno hanno purtroppo distrutto la strada. Inoltre la nebbia ha rovinato anche la visione del panorama.

A Tafroute c’è il Camping Tazca, pulito e wifi. Per chi non ha bisogno di elettricità o internet è possibile sostare in piena libertà all’ombra dello splendido palmeto vicinissimo al paese. Tafroute è minuscola ma è famosa per le babbucce in pelle di capra cucite dai suoi artigiani. Prendiamo accordi per una gita in 4×4 per l’indomani,passeggiata in paese con acquisto di babbucce per tutta la famiglia e ritorno al campeggio. Il panorama dal campeggio è stupendo l’aria è tersa, le rocce di granito formano immagini fantastiche nel cielo azzurro. Rapiti contempliamo il panorama e poi..  ci facciamo portare in camper una tajine e via a nanna.

25 Marzo Tour della valle in fuori strada. Molti camperisti ci hanno sconsigliato la zona delle pietre blu (verniciate) mentre la Lp consiglia una escursione a Tlata Tasrite. Valida è anche una escursione nei villaggi della valle di Amelin ai piedi del Djebel el kest. L’esperto in contrattazioni del gruppo ha spuntato un prezzo ottimo per arrivare a Tlata Tasrite e oltre a Tuka per visitare la valle delle incisioni rupestri. Bellissima gita e incontro con una famiglia nomade. Splendide persone così distanti da noi eppure così vicine ..basta sorridere. Una ragazza nomade per aiutarmi a scendere dalle rocce si è ferita alla mano e io mi sono subito data da fare per disinfettare la ferita. Un paio di occhi verdissimi mi ringraziano ..unico sprazzo di verde nella desolatissima valle di Tamanrt. A chi intendesse fare la stessa gita consiglio di portare dell’acqua in più da regalare ai nomadi.

Diario di Viaggio in Marocco Parte seconda: verso la valle del Draa

April 26, 2010 By: admin Category: Viaggio in Marocco

marocco_123_23 Prosegue il viaggio verso il deserto di sabbia, alla ricerca delle dune.  Visiteremo la valle del Draa il fiume più lungo del Marocco, il simbolo della vita nelle aride zone del sud . Originatosi dalla confluenza dei fiumi Dadès e Imini, il Dara, così viene chiamato in berbero,  da vita allo spettacolare palmeto della valle e poi, dopo Zagora, in genere prosegue interrato fino a sfociare nell’Atlantico, circa 100 chilometri a sud di Sidi Ifni vicino alle famose spiagge bianche.

26 Marzo Tafroute – Taroudannt via Igherm

Con la morte nel cuore lasciamo Tafroute. Una strada bellissima che attraversa montagne e valli sconfinate ci porta fino alla nazionale che collega Agadir con Agdez nella valle del Draa. In lontananza si vedono le montagne innevate dell’Awlim . Siamo nella valle del Souss, una delle zone di produzione delle buonissime arance marocchine. La strada nazionale è infatti trafficatissima e il ponte sul Souss, crollato in seguito alle inondazioni, peggiora le cose ulteriormente.  Prima di arrivare in città facciamo una piccola deviazione per visitare una città fortificata che è stata set del film  Alì Babà e i 40 ladroni. Purtroppo Tioute, così si chiama il paese, è in fase di ristrutturazione per farne un grandioso albergo.  A marocco_123_1   Taroudannt ci fermiamo al parcheggio dell’Hotel Palais Salam con guardiania. C’è anche la possibilità di una sosta al grande parcheggio che si incontra più avanti, sulla strada ma ci sono dei lavori in corso per farne una grande piazza alberata.  La caratteristica di questa città sono le mura di colore rosa e i fantastici giardini meta del passeggio serale delle famiglie marocchine. Merita una visita il riad Salam dove andiamo a mangiare, è stupendo.

27 Marzo Partenza per Agdez. Inizialmente si pensava di fare una tappa a Taliouine dove c’è un bel campeggio(Camping Toubkal) e una Kasbah strepitosa , ma  i tempi di percorrenza stradali finalmente rapidi ci hanno invogliato a proseguire. Sulla strada molti vendono zafferano in pistilli la cui raccolta avviene a fine settembre. Facciamo una sosta a Tazenakht dove acquistiamo due bei tappeti a prezzi davvero irrisori. Potremmo anche dormire vicino alla “Gendarmerie” che ci ha accolto con molta gentilezza ma decidiamo di proseguire. Gli ultimi 20 chilometri prima di Agdez sono stupendi : la zona delle miniere di argento, la valle del Tamsift, l’Ait-Samgane, le mandrie dei dromedari tra piccoli palmeti dal colore argenteo.  marocco_dromedario-2 Peccato non potersi fermare, la zona è interessantissima e c’è anche un piccolo campeggio molto accogliente. Proseguire, proseguire..Purtroppo abbiamo appuntamento con  altri camperisti e il viaggio “prosegue” anche se iniziamo a pensare che queste tappe siano troppo forzate.  Di notte arriviamo a Agdz dove ci attende un campeggio all’interno di una Kasbah.

28 Marzo Partenza per Zagora

Visitiamo Agdez e partiamo per Zagora. Attraversiamo la valle del Draa, il lungo fiume della vita del Marocco. E’ impressionante il contrasto tra le aride montagne che circondano la valle e lo splendido palmeto lungo il fiume. Il Draa che in genere scompare sottoterra subito dopo Zagora sembra che quest’anno, grazie alle piogge torrenziali, sia arrivato fino all’Oceano Atlantico. Spettacolari villaggi fortificati si ergono tra i palmeti. Forti e fortezze testimonianza di un popolo sempre costretto a difendersi.   Arrivo al campeggio Les jardin de Zagora, abbastanza pulito e in centro. Internet. marocco_valle-del-draa-5

29 Marzo Zagora e l’importanza dell’acqua

Escursione di una sola mattinata ma molto intensa: oltre alla visita della più antica biblioteca del Marocco dove il curatore ci illustra i manoscritti e il famoso “Canone”  di Avicenna, visitiamo la città sotterranea di un piccolo villaggio dove la gente di colore vive ancora in condizioni a dir poco terribili. Questa gente discendente dagli schiavi che si perdevano sul cammino della tratta degli schiavi che passava per Zagora, lavora in una minuscola fabbrica di ceramica e vive sotto terra al buio per ripararsi dal caldo infernale della zona. Zagora insieme a Tata pare sia uno dei posti più caldi del Marocco. Infatti la temperatura verso le 12 sfiora i 36 gradi e si alza un vento impetuoso con relativa sabbia. La 4 x 4 rallenta e Alì, il nostro autista inizia a raccontarci della sua vita. Discendente da una famiglia di schiavi senegalesi fermatisi dapprima a Merzouga e poi nomadi per fame, Alì ha passato gran parte della sua vita sulle montagne a scavare alla ricerca di pietre preziose che portassero la ricchezza. Quando Alì ha miracolosamente trovato la sua pietra, ha capito. Il quarzo bianco trasparente contenente acqua preistorica che ora lui custodisce gelosamente rappresenta la vera ricchezza del Marocco e dell’Africa. Pian piano iniziamo a capire anche noi: la straordinaria tavolozza di colori del Marocco che tanto ci impressiona a livello estetico  è la testimonianza di una grande varietà di giacimenti di minerali spesso di enorme valore e il verde dei palmeti rappresenta la possibilità di sopravvivenza delle genti del sud del Marocco. Ad Alì che con poche parole  ha cercato di farmi capire la sua gente dedico un saluto particolare e un articolo.

Diario di Viaggio in Marocco Parte terza : Dune e Gole

April 25, 2010 By: admin Category: Viaggio in Marocco

marocco-merzouga1 Finalmente vedremo delle vere e proprie dune di sabbia e le famose gole del Todra e Dadès. Speriamo di non trovare da queste parti la stessa foschia che ci ha rovinato le foto nella valle del Draa. Molto probabilmente per trovare aria tersa bisogna arrivare in Marocco in pieno inverno.

30 Marzo Partenza per Merzouga.

La strada nazionale N12 in rifacimento per circa 30 chilometri fino a N’Kobb crea non pochi problemi ai camper. Il paesaggio in compenso è bello e grandioso. A destra ammiriamo il Jbel Sahro, la catena montuosa di origine vulcanica meta di interessantissime escursioni alla scoperta di canyon, particolari formazioni rocciose dette pinnacoli e tende di nomadi. Nel Jbel abitano i discendenti dei berberi di Ait Itta la famosa tribù del Marocco che resistette all’invasione dei francesi. A N’Kobb un piccolo campeggio sulla strada ci potrebbe ospitare ma noi dobbiamo proseguire. Alla catena del Dahro segue quella dell’Ougnat ma il paesaggio non cambia molto. Passiamo per Alnif, il paese dei minerali. Qui si fermano molti esperti in geologia a studiare il territorio che rappresenta una vera propria miniera di fossili, sopratutto trilobiti e ammoniti.  Siamo a pochi chilometri in linea d’aria dalla valle del Dadès. Solo i monti del Sahro e dell’Ougnat  ci dividono dalla valle. Una strada, in parte non asfaltata, attraversa il massiccio e sbuca direttamente nella Valle del Dadès. La strada è in ottime condizioni, percorribile anche da un camper e offre spettacoli mozzafiato. Chiedere comunque sempre informazioni sulle sue condizioni ai negozi di fossili di Alnif. Proseguiamo dopo aver comprato dei quarzi stupendi. Continuano i bei panorami e si inizia a intravedere il deserto. marocco-merzouga Dopo aver attraversato il paese di Rissani con il suo caotico centro affollato di false e insistentissime guide finalmente arriviamo a Merzouga, al campeggio Le Pyramides. Il grazioso, pulito, piccolo campeggio-albergo ci attende proprio sotto le dune dove si fermano le 4 x 4 a scaricare i turisti. Doccia calda in bagno pulitissimo con finestra sul deserto e poi..Cena a base di pollo arrosto e patatine fritte mentre Alì il simpatico proprietario del campeggio, ci illustra il programma del tour per l’indomani. In 4×4 corsa sulle dune fino al villaggio dei “neri”, discendenti da un gruppo di schiavi del Senegal , foto obbligatoria all’aereo abbandonato del film “Le petit Prince” e gita al lago tra le dune. Facciamo le ore piccole ascoltando la musica gnawa ottimamente interpretata da Jorf un senegalese del villaggio che ci insegna anche a suonare il tamburo e una specie di maracas. Una luna piena illumina la duna, il cielo stellato e i dromedari immobili sullo sfondo sono uno spettacolo magico ma il viaggio deve proseguire, purtroppo.

31 Marzo Pomeriggio partenza per Tinehir e Gole di Todra

Siano a secco di viveri e ci fermiamo a Erfoud dove mancano gli scocciatori e c’è un bel mercato di frutta e verdura. Proseguiamo e voltiamo verso Tinejad una strada che ci fa risparmiare circa 130 chilometri verso le Gole di Todra. Sulla nostra sinistra colline e a destra una arida pianura con qualche campo di cipolle. Sembrerebbe poco interessante  ma ci rendiamo subito conto che qualcosa non quadra: l’arida pianura è sebbene a tratti coltivata.  Avvicinandoci scopriamo i pozzi e i Khettara, antichissimi strumenti di irrigazione che le genti del posto stanno riattivando con l’aiuto di Ong internazionali. Il Khettara funziona cosìE’ possibile visitare i pozzi e sostare sul posto. Arriviamo a Tinehir, un grazioso e animatissimo paese vicino alle famose gole del Todra. Da Tinehir una strada bruttissima e trafficatissima ci porta al campeggio Camping du Soleil. Sinceramente non capisco il nome di questo campeggio: incassato com’è nella roccia di “soleil” ne vede davvero poco. Chiacchierata con i parenti utilizzando il Wireless del camping.

1 Aprile Gole di Todra, Dadès. Il progetto dell’attraversamento in 4×4 delle montagne da gole del Todra a Gole del Dadès naufraga per due motivi. Il prezzo e l’altitudine: 2500 dirham e 2800 metri di altitudine sembrano eccessivi ..Decidiamo di visitare le gole in camper. Strada brutta, lavori in corso e traffico di suv fanno dei 5 chilometri di gole una vera e propria tortura. Bello ma  da visitare in prima mattina, senza traffico.

Torniamo indietro a Tinehir e proseguiamo verso le Gole del Dadès che si riveleranno molto più godibili. Dopo la salita con i tornanti continuare ancora qualche chilometro. Lasciare il camper all’imboccatura delle gole e visitarle a piedi è, secondo me, l’opzione migliore. Le gole sono lunghe circa 500 metri. Se si vuole proseguire in camper comunque è possibile girare al Camping ” Berbere de la montagne” Tel. +212.524.83.02 con sito internet. A metà strada c’è anche una seconda area sosta in una zona molto bella, caratterizzata da rocce di forma stranissima.

Sulla strada per Ouarzazate  ci fermiamo a El-Kelâa M’Gouna la zona delle coltivazioni della rosa damascena. Le rose in parte sono fiorite ma sono piccoline e non offrono un grande spettacolo. Acquisto di vari prodotti a base di rosa. Arrivo a Ouarzazate. Camping Municipale di Ouarzazate, all’inizio del paese, prima dello allo stadio, a sinistra. Se non lo trovate non vi preoccupate, è che non ci sono i cartelli su quel verso.  Arrivati alla rotonda con il centro artigianale a destra e la Kasba a sinistra tonate indietro e finalmente troverete i cartelli con l’indicazione del camping. Docce a pagamento pulite e gestore simpatico che vi consiglierà subito il ristorante di suo “fratello” un marocchino che ha lavorato per tanti anni in Italia. Se avete nostalgia dei piatti italiani andate pure ma pagherete qualcosina di più. In compenso il proprietario vi verrà a prendere in campeggio, vi condurrà nel suo riad e magari incontrerete a mangiare qualche troupe che lavora in quel momento negli studios dell’Atlas film che si trova sulla strada di Ait Benehaddou. Comunque Ouarzazate è carina, la sua kasba con relativa cicogna in equilibrio precario è più godibile delle altre e il ristorante Dimitri, sulla strada principale cucina dell’ottimo Couscus.

2 Aprile Ouarzazate Scopriamo che il vetro del parabrezza del nostro camper è stato colpito da un sasso e va assolutamente riparato prima che la crepa si allarghi. Dovremo arrivare a Marrakech e lì contattare qualcuno in grado di eseguire il lavoro. Ci consoliamo andando nel pomeriggio a visitare Ait Benehaddou in taxi. Bellissima e simpaticissimo l’attraversamento del guado in somarello.

3 Aprile Partenza per Marrakech La strada nazionale N9 attraverso il passo di Tizni-n-Tichka( 2300 metri !), con circa 210 chilometri di strada di montagna, porta a Marrakech. Bei panorami, gran quantità di pietre false e tartufi, forse falsi anch’essi. Ci fermiamo al parcheggio di Marjanne dove pare ci sia lo smistamento dei camper nei due campeggi della città: Ferdans e Le relais de Marrakech. Puntuale arriva il bus navetta che fa la spola tra le Relais e Marjanne. Risulterà fondamentale perché anche seguendo le indicazioni sul depliant del campeggio la strada per arrivare è veramente difficile. Piscina, servizi pulitissimi, wireless e servizio taxi per la città a prezzi scontatissimi. Unica pecca il ritorno serale: il taxi costa circa 10 euro a corsa.

4 Aprile Marrakech

Nel pomeriggio tappa obbligatoria alla magica piazza di Marrakech. Bibita al bar per marocco-135 godere lo spettacolo dall’alto. Durante il tragitto di ritorno in taxi ingaggiamo l’autista per la ricerca di un riparatore per il parabrezza.

5 Aprile Marrakech Parabrezza riparato o perlomeno messo in condizioni di non peggiorare ulteriormente. Partiamo per una visita ai maggiori monumenti della città e attraversamento dell’enorme souk grazie alla guida di un signore marocchino conosciuto per caso. Tappa obbligatoria alla piazza Djemaa el Fna, questa volta al caffè Argan dove possiamo gustare una torta mele e mandorle memorabile. A sera rimaniamo in piazza affascinati dallo spettacolo incredibile di cantastorie, danzatori, suonatori insomma uno scenario fantastico che da solo meriterebbe un viaggio in Marocco. marocco-135-1