Per raggiungere il Marocco abbiamo deciso di prendere il traghetto della compagnia Marocchina Comarit da Genova. L’imbarco alle 9 di mattina desta una serie di problemi poiché Genova non possiede zone ampie dove sostare la notte. All’imbarco siamo in 5 camper e una moltitudine di furgoni e furgoncini stracolmi di mobili e biciclette. Il disbrigo delle operazioni doganali è abbastanza efficiente ma rigido: passaporto con marca e documentazione del camper sono obbligatori.
La nave della Comarit, Berkane, non si presenta male ma le cabine sono alquanto sporche e trasandate. In compenso la pensione completa è buona e il servizio eccellente. Prese di corrente di tipo francese. Gli asciugamani si devono chiedere alla reception.
Già dal pomeriggio si iniziano a fare le lunghissime operazioni doganali di sbarco. La polizia marocchina a bordo della nave si occupa del controllo passaporti e poi della documentazione necessaria per lo sbarco del camper.
18 Marzo (Giovedì) Da Tangeri a Rabat
Dopo 48 ore lo sbarco a Tangeri avviene quasi in perfetto orario. Qui è inutile tergiversare, bisogna pagare circa 10 euro ai faccendieri che si occupano del disbrigo ulteriore delle questioni doganali. In compenso il tutto si risolve in pochi minuti. All’uscita dei cancelli del porto ci rivolgiamo subito all’ufficio cambi di una banca per avere i dirham necessari per l’autostrada. L’uscita dalla città non crea particolari problemi. Passando per i grandi viali della nouvelle ville e seguendo indicazioni numerose e precise arriviamo velocemente all’imbocco dell’autostrada.
Data l’ora decidiamo di andare direttamente a Rabat dove arriviamo verso le 2 del pomeriggio. Si è deciso di seguire la costa marocchina fino ed oltre Agadir per poi addentrarsi nello Anti Atlante.
Utilissimo a Rabat è seguire le indicazioni per l’aeroporto e poi entrare in città da lì, dato che appena arrivati in vista della famosa torre ci si trova sulla destra i magazzini Marjane dove poter sostare almeno di giorno. Dopo un tour per la città alla ricerca di un punto sosta per la notte ci arrendiamo e parcheggiamo proprio dietro alla Kasba des Oudaias dove un posteggiatore simpaticissimo e un po’ ubriacone ci accoglie ma solo fino a sera.
Giro per la Medina con assaggi di trattative per l’acquisto di souvenir. Ci avevano detto che a Rabat non si tratta ma non è vero, la trattativa per l’acquisto di qualsiasi merce è l’anima del commercio marocchino. Comunque nel tranquillo souk di Rabat dove non ci sono venditori asfissianti, iniziamo a capire che dovremo essere noi a dare un prezzo alle cose e iniziare così le trattative. Il souk è coperto e le strade, sopratutto via Des Consuls piene di antichi ed elegantissimi palazzi. Rendendoci conto che Rabat è una bella città e che abbiamo visto poco decidiamo di restare nei pressi per visitarla il giorno successivo. E’ ormai sera e ci incamminiamo sulla strada costiera alla ricerca di Tamra plage dove si trova il punto sosta di Rabat. Circa 15 chilometri di fermate, richieste di delucidazioni, insomma un incubo sia per noi che per la “gendarmerie” costretta ogni volta a risponderci. L’area sosta si trova dopo la Gendarmerie royale, un bel parco con un muro di recinzione pieno di fiori e molte guardie.
19 Marzo (Venerdì) Visita di Rabat e partenza per Oualidia
Visita di Rabat.
Mattina visita di Rabat in petit taxi ma ehm, non bisognerebbe scriverlo (leggere il capitolo conclusioni per i chiarimenti).Visitiamo lo splendido mausoleo di Mohammed V, la torre di Hassam, la ville nouvelle e il Chellah
Nelle grandi città il venerdì mattina la Medina è deserta poiché è giorno di preghiera. Primo pomeriggio partenza per Oualidia dove si trovano amici di amici. Riprendiamo quindi l’autostrada consapevoli che la costa fino a Casablanca non offre molte attrattive. Torniamo sul mare all’altezza di El Jadida dove finisce l’autostrada.
Costeggiamo un serie di dune altissime sul mare che proteggono dal vento e dalla salsedine una campagna rigogliosa e infine arriviamo a Oualidia.
L’agglomerato di case di Oualida è adagiato su una spiaggia-laguna bellissima e pescosissima. C’è anche un campeggio ma è improponibile. Amici di amici ci aspettano per raccontarci la loro lunga(circa tre mesi) esperienza nel sud del Marocco a Daklah dove tanti italiani e francesi vanno a svernare. Tanti camper sono parcheggiati sulla spiaggia e i pescatori del posto offrono una cena a base di pesce alla griglia cucinato vicino al camper. Ottimo.
A sera, nonostante le zanzare molto aggressive, ci mettiamo a chiacchierare con un pescatore e scopriamo che tanta gente del posto è stata trasferita nei territori del Sahara occidentale per colonizzare il posto. Ci raccontano anche dei problemi della pesca, una delle maggiori risorse del Marocco e dei disordini accaduti a Sidi Ifni. E’ bello viaggiare e “capire” in un paese tanto lontano da noi
20 Marzo (Sabato) Da Oualidia a Essauira
La strada costiera è bella e passa per Safi dove è possibile acquistare ceramiche a prezzi davvero irrisori. L’esperienza dell’attraversamento della medina di Safi è un primo contatto con la dura realtà del Marocco. A Safi c’è un bel campeggio ma è possibile parcheggiare in città durante il giorno girando attorno alle mura della Medina fino all’ufficio postale. All’uscita della città non prendete la strada costiera ma la più corta che torna sul mare dopo pochi chilometri. In questo modo vi risparmierete l’attraversamento della zona industriale.
Una grandissima estensione di alberi di tuya vi annuncerà l’ingresso nella zona di Essaouira, la più gradevole cittadina di mare del Marocco. Il piccolo campeggio di Essaouira non offre molto ma è l’unico. E’ anche possibile dormire vicino al porto o sulla strada lungo la spiaggia. Tenere presente comunque che il campeggio si trova vicino al faro sulla strada per Agadir, l’entrata dietro ad un negozio di vasi e che il taxi per la città costa intorno ai 10 dihram (1 Euro). Indirizzo campeggio: “Camping Sidi Magdoul” Tel +212 44472196 Essauira. Circa 60 dh tutto compreso. Essauira vuol dire ben disegnata quindi ci si può orientare bene. La medina merita una visita così come i bastioni. La città è famosa per la lavorazione del legno di tuja e per la produzione dell’olio di Argan. Acquistate i bellissimi manufatti in legno e il loro profumo allieterà la vostra casa per anni. Il ristorante Layone è un ottimo luogo per provare le pietanze marocchine.
Visita di Essaouira
22 Marzo Partenza per Tiznit lungo la bella e stretta strada costiera.
Partendo da Essaouira non ci si può dimenticare di visitare una delle tante cooperative di donne che producono l’olio di argan. Nella prima cooperativa bellissime ragazze vi spiegheranno come viene prodotto l’olio di argan alimentare e cosmetico. Abbiamo acquistato varie creme a prezzi elevati per lo standard marocchino ma bisogna tenere presente che si tratta di prodotti affidabilissimi. La strada per Tiznit è costiera fino ad Agadir. Mare bellissimo e qualche punto sosta libero molto interessante. Il camping Atlantic, prima di Agadir è veramente attrezzato e pulito. Agadir è molto grande e completamente moderna. Non ci fermiamo e ne siamo dispiaciuti poichè il mare è bellissimo e riparato dal vento e dalle onde dell’oceano. Dopo Agadir la strada passa all’interno e diventa stretta e trafficata. All’arrivo a Tiznit siamo entrati nel campeggio, comodissimo, attaccato alle mura della città, si trova vicino alla piscina comunale e si chiama, neanche a dirlo, International. Per arrivare al campeggio basta girare subito a destra appena si incontra una grande rotonda in città. A pochi metri dalla porta della Medina a destra troverete l’entrata del camping. Accolti quasi in maniera scostante, ci siamo poi resi conto che il gestore del campeggio è una persona davvero simpatica e disponibile.
Tiznit è famosa per le sartorie, carrozzieri per il camper e per gli ottici. Non dimenticare di portare con voi la prescrizione del proprio oculista e, se si preferisce, una montatura già provata in Italia.
E’ possibile optare per una tranquilla serata sulla spiaggia in riva al mare a Aglou Plage dove l’albergo omonimo mette a disposizione il piccolo parcheggio nel cortile se si rimane a cena da loro. Il direttore dell’albergo ci offre anche una stanza dove fare la doccia e l’utilizzo del wireless dell’hotel. Il cielo nuvoloso ed una pioggerellina intermittente non ci impediscono di fare una bella passeggiata sulla spiaggia e visitare le grotte dei pescatori. A sera gustiamo una ottima frittura di pesce e a nanna in cortile.
Se non si vuole approfittare dell’albergo è possibile utilizzare un campeggio sul mare all’entrata del paese.
23 Marzo Aglou Plage Tiznit Torniamo a Tiznit e passiamo la mattina tra acquisti di occhiali e trattative per tapezzerie. Sempre a Tiznit facciamo gli ultimi acquisti di formaggi in un supermercato ed infine visitiamo la Moschea dove incontriamo un invasato mussulmano che ci vuole portare sulla buona strada della sua religione. L’Imam, scusandosi, fortunatamente ce ne libera subito.
24 Marzo Partenza per l’Anti Atlante con l’incantevole valle di Ameln e arrivo a Tafraoute. Circa 110 chilometri di strada malmessa. Le piogge torrenziali dell’inverno hanno purtroppo distrutto la strada. Inoltre la nebbia ha rovinato anche la visione del panorama.
A Tafroute c’è il Camping Tazca, pulito e wifi. Per chi non ha bisogno di elettricità o internet è possibile sostare in piena libertà all’ombra dello splendido palmeto vicinissimo al paese. Tafroute è minuscola ma è famosa per le babbucce in pelle di capra cucite dai suoi artigiani. Prendiamo accordi per una gita in 4×4 per l’indomani,passeggiata in paese con acquisto di babbucce per tutta la famiglia e ritorno al campeggio. Il panorama dal campeggio è stupendo l’aria è tersa, le rocce di granito formano immagini fantastiche nel cielo azzurro. Rapiti contempliamo il panorama e poi.. ci facciamo portare in camper una tajine e via a nanna.
25 Marzo Tour della valle in fuori strada. Molti camperisti ci hanno sconsigliato la zona delle pietre blu (verniciate) mentre la Lp consiglia una escursione a Tlata Tasrite. Valida è anche una escursione nei villaggi della valle di Amelin ai piedi del Djebel el kest. L’esperto in contrattazioni del gruppo ha spuntato un prezzo ottimo per arrivare a Tlata Tasrite e oltre a Tuka per visitare la valle delle incisioni rupestri. Bellissima gita e incontro con una famiglia nomade. Splendide persone così distanti da noi eppure così vicine ..basta sorridere. Una ragazza nomade per aiutarmi a scendere dalle rocce si è ferita alla mano e io mi sono subito data da fare per disinfettare la ferita. Un paio di occhi verdissimi mi ringraziano ..unico sprazzo di verde nella desolatissima valle di Tamanrt. A chi intendesse fare la stessa gita consiglio di portare dell’acqua in più da regalare ai nomadi.