Prosegue il viaggio verso il deserto di sabbia, alla ricerca delle dune. Visiteremo la valle del Draa il fiume più lungo del Marocco, il simbolo della vita nelle aride zone del sud . Originatosi dalla confluenza dei fiumi Dadès e Imini, il Dara, così viene chiamato in berbero, da vita allo spettacolare palmeto della valle e poi, dopo Zagora, in genere prosegue interrato fino a sfociare nell’Atlantico, circa 100 chilometri a sud di Sidi Ifni vicino alle famose spiagge bianche.
26 Marzo Tafroute – Taroudannt via Igherm
Con la morte nel cuore lasciamo Tafroute. Una strada bellissima che attraversa montagne e valli sconfinate ci porta fino alla nazionale che collega Agadir con Agdez nella valle del Draa. In lontananza si vedono le montagne innevate dell’Awlim . Siamo nella valle del Souss, una delle zone di produzione delle buonissime arance marocchine. La strada nazionale è infatti trafficatissima e il ponte sul Souss, crollato in seguito alle inondazioni, peggiora le cose ulteriormente. Prima di arrivare in città facciamo una piccola deviazione per visitare una città fortificata che è stata set del film Alì Babà e i 40 ladroni. Purtroppo Tioute, così si chiama il paese, è in fase di ristrutturazione per farne un grandioso albergo. A
Taroudannt ci fermiamo al parcheggio dell’Hotel Palais Salam con guardiania. C’è anche la possibilità di una sosta al grande parcheggio che si incontra più avanti, sulla strada ma ci sono dei lavori in corso per farne una grande piazza alberata. La caratteristica di questa città sono le mura di colore rosa e i fantastici giardini meta del passeggio serale delle famiglie marocchine. Merita una visita il riad Salam dove andiamo a mangiare, è stupendo.
27 Marzo Partenza per Agdez. Inizialmente si pensava di fare una tappa a Taliouine dove c’è un bel campeggio(Camping Toubkal) e una Kasbah strepitosa , ma i tempi di percorrenza stradali finalmente rapidi ci hanno invogliato a proseguire. Sulla strada molti vendono zafferano in pistilli la cui raccolta avviene a fine settembre. Facciamo una sosta a Tazenakht dove acquistiamo due bei tappeti a prezzi davvero irrisori. Potremmo anche dormire vicino alla “Gendarmerie” che ci ha accolto con molta gentilezza ma decidiamo di proseguire. Gli ultimi 20 chilometri prima di Agdez sono stupendi : la zona delle miniere di argento, la valle del Tamsift, l’Ait-Samgane, le mandrie dei dromedari tra piccoli palmeti dal colore argenteo.
Peccato non potersi fermare, la zona è interessantissima e c’è anche un piccolo campeggio molto accogliente. Proseguire, proseguire..Purtroppo abbiamo appuntamento con altri camperisti e il viaggio “prosegue” anche se iniziamo a pensare che queste tappe siano troppo forzate. Di notte arriviamo a Agdz dove ci attende un campeggio all’interno di una Kasbah.
28 Marzo Partenza per Zagora
Visitiamo Agdez e partiamo per Zagora. Attraversiamo la valle del Draa, il lungo fiume della vita del Marocco. E’ impressionante il contrasto tra le aride montagne che circondano la valle e lo splendido palmeto lungo il fiume. Il Draa che in genere scompare sottoterra subito dopo Zagora sembra che quest’anno, grazie alle piogge torrenziali, sia arrivato fino all’Oceano Atlantico. Spettacolari villaggi fortificati si ergono tra i palmeti. Forti e fortezze testimonianza di un popolo sempre costretto a difendersi. Arrivo al campeggio Les jardin de Zagora, abbastanza pulito e in centro. Internet.
29 Marzo Zagora e l’importanza dell’acqua
Escursione di una sola mattinata ma molto intensa: oltre alla visita della più antica biblioteca del Marocco dove il curatore ci illustra i manoscritti e il famoso “Canone” di Avicenna, visitiamo la città sotterranea di un piccolo villaggio dove la gente di colore vive ancora in condizioni a dir poco terribili. Questa gente discendente dagli schiavi che si perdevano sul cammino della tratta degli schiavi che passava per Zagora, lavora in una minuscola fabbrica di ceramica e vive sotto terra al buio per ripararsi dal caldo infernale della zona. Zagora insieme a Tata pare sia uno dei posti più caldi del Marocco. Infatti la temperatura verso le 12 sfiora i 36 gradi e si alza un vento impetuoso con relativa sabbia. La 4 x 4 rallenta e Alì, il nostro autista inizia a raccontarci della sua vita. Discendente da una famiglia di schiavi senegalesi fermatisi dapprima a Merzouga e poi nomadi per fame, Alì ha passato gran parte della sua vita sulle montagne a scavare alla ricerca di pietre preziose che portassero la ricchezza. Quando Alì ha miracolosamente trovato la sua pietra, ha capito. Il quarzo bianco trasparente contenente acqua preistorica che ora lui custodisce gelosamente rappresenta la vera ricchezza del Marocco e dell’Africa. Pian piano iniziamo a capire anche noi: la straordinaria tavolozza di colori del Marocco che tanto ci impressiona a livello estetico è la testimonianza di una grande varietà di giacimenti di minerali spesso di enorme valore e il verde dei palmeti rappresenta la possibilità di sopravvivenza delle genti del sud del Marocco. Ad Alì che con poche parole ha cercato di farmi capire la sua gente dedico un saluto particolare e un articolo.