Diario di Viaggio in Marocco Parte terza : Dune e Gole

marocco-321 Finalmente vedremo delle vere e proprie dune di sabbia e le famose gole del Todra e Dadès. Speriamo di non trovare da queste parti la stessa foschia che ci ha rovinato le foto nella valle del Draa. Molto probabilmente per trovare aria tersa bisogna arrivare in Marocco in pieno inverno.

30 Marzo Partenza per Merzouga.

La strada nazionale N12 in rifacimento per circa 30 chilometri fino a N’Kobb crea non pochi problemi ai camper. Il paesaggio in compenso è bello e grandioso. A destra ammiriamo il Jbel Sahro, la catena montuosa di origine vulcanica meta di interessantissime escursioni alla scoperta di canyon, particolari formazioni rocciose dette pinnacoli e tende di nomadi. Nel Jbel abitano i discendenti dei berberi di Ait Itta la famosa tribù del Marocco che resistette all’invasione dei francesi. A N’Kobb un piccolo campeggio sulla strada ci potrebbe ospitare ma noi dobbiamo proseguire. Alla catena del Dahro segue quella dell’Ougnat ma il paesaggio non cambia molto. Passiamo per Alnif, il paese dei minerali. Qui si fermano molti esperti in geologia a studiare il territorio che rappresenta una vera propria miniera di fossili, sopratutto trilobiti e ammoniti.  Siamo a pochi chilometri in linea d’aria dalla valle del Dadès. Solo i monti del Sahro e dell’Ougnat  ci dividono dalla valle. Una strada, in parte non asfaltata, attraversa il massiccio e sbuca direttamente nella Valle del Dadès. La strada è in ottime condizioni, percorribile anche da un camper e offre spettacoli mozzafiato. Chiedere comunque sempre informazioni sulle sue condizioni ai negozi di fossili di Alnif. Proseguiamo dopo aver comprato dei quarzi stupendi. Continuano i bei panorami e si inizia a intravedere il deserto. marocco-131-1 Dopo aver attraversato il paese di Rissani con il suo caotico centro affollato di false e insistentissime guide finalmente arriviamo a Merzouga, al campeggio Le Pyramides. Il grazioso, pulito, piccolo campeggio-albergo ci attende proprio sotto le dune dove si fermano le 4 x 4 a scaricare i turisti. Doccia calda in bagno pulitissimo con finestra sul deserto e poi..Cena a base di pollo arrosto e patatine fritte mentre Alì il simpatico proprietario del campeggio, ci illustra il programma del tour per l’indomani. In 4×4 corsa sulle dune fino al villaggio dei “neri”, discendenti da un gruppo di schiavi del Senegal , foto obbligatoria all’aereo abbandonato del film “Le petit Prince” e gita al lago tra le dune. Facciamo le ore piccole ascoltando la musica gnawa ottimamente interpretata da Jorf un senegalese del villaggio che ci insegna anche a suonare il tamburo e una specie di maracas. Una luna piena illumina la duna, il cielo stellato e i dromedari immobili sullo sfondo sono uno spettacolo magico ma il viaggio deve proseguire, purtroppo.

31 Marzo Pomeriggio partenza per Tinehir e Gole di Todra

Siano a secco di viveri e ci fermiamo a Erfoud dove mancano gli scocciatori e c’è un bel mercato di frutta e verdura. Proseguiamo e voltiamo verso Tinejad una strada che ci fa risparmiare circa 130 chilometri verso le Gole di Todra. Sulla nostra sinistra colline e a destra una arida pianura con qualche campo di cipolle. Sembrerebbe poco interessante  ma ci rendiamo subito conto che qualcosa non quadra: l’arida pianura è sebbene a tratti coltivata.  Avvicinandoci scopriamo i pozzi e i Khettara, antichissimi strumenti di irrigazione che le genti del posto stanno riattivando con l’aiuto di Ong internazionali. Il Khettara funziona cosìE’ possibile visitare i pozzi e sostare sul posto. Arriviamo a Tinehir, un grazioso e animatissimo paese vicino alle famose gole del Todra. Da Tinehir una strada bruttissima e trafficatissima ci porta al campeggio Camping du Soleil. Sinceramente non capisco il nome di questo campeggio: incassato com’è nella roccia di “soleil” ne vede davvero poco. Chiacchierata con i parenti utilizzando il Wireless del camping.

1 Aprile Gole di Todra, Dadès. Il progetto dell’attraversamento in 4×4 delle montagne da gole del Todra a Gole del Dadès naufraga per due motivi. Il prezzo e l’altitudine: 2500 dirham e 2800 metri di altitudine sembrano eccessivi ..Decidiamo di visitare le gole in camper. Strada brutta, lavori in corso e traffico di suv fanno dei 5 chilometri di gole una vera e propria tortura. Bello ma  da visitare in prima mattina, senza traffico.

Torniamo indietro a Tinehir e proseguiamo verso le Gole del Dadès che si riveleranno molto più godibili. Dopo la salita con i tornanti continuare ancora qualche chilometro. Lasciare il camper all’imboccatura delle gole e visitarle a piedi è, secondo me, l’opzione migliore. Le gole sono lunghe circa 500 metri. Se si vuole proseguire in camper comunque è possibile girare al Camping ” Berbere de la montagne” Tel. +212.524.83.02 con sito internet. A metà strada c’è anche una seconda area sosta in una zona molto bella, caratterizzata da rocce di forma stranissima.

Sulla strada per Ouarzazate  ci fermiamo a El-Kelâa M’Gouna la zona delle coltivazioni della rosa damascena. Le rose in parte sono fiorite ma sono piccoline e non offrono un grande spettacolo. Acquisto di vari prodotti a base di rosa. Arrivo a Ouarzazate. Camping Municipale di Ouarzazate, all’inizio del paese, prima dello allo stadio, a sinistra. Se non lo trovate non vi preoccupate, è che non ci sono i cartelli su quel verso.  Arrivati alla rotonda con il centro artigianale a destra e la Kasba a sinistra tonate indietro e finalmente troverete i cartelli con l’indicazione del camping. Docce a pagamento pulite e gestore simpatico che vi consiglierà subito il ristorante di suo “fratello” un marocchino che ha lavorato per tanti anni in Italia. Se avete nostalgia dei piatti italiani andate pure ma pagherete qualcosina di più. In compenso il proprietario vi verrà a prendere in campeggio, vi condurrà nel suo riad e magari incontrerete a mangiare qualche troupe che lavora in quel momento negli studios dell’Atlas film che si trova sulla strada di Ait Benehaddou. Comunque Ouarzazate è carina, la sua kasba con relativa cicogna in equilibrio precario è più godibile delle altre e il ristorante Dimitri, sulla strada principale cucina dell’ottimo Couscus.

2 Aprile Ouarzazate Scopriamo che il vetro del parabrezza del nostro camper è stato colpito da un sasso e va assolutamente riparato prima che la crepa si allarghi. Dovremo arrivare a Marrakech e lì contattare qualcuno in grado di eseguire il lavoro. Ci consoliamo andando nel pomeriggio a visitare Ait Benehaddou in taxi. Bellissima e simpaticissimo l’attraversamento del guado in somarello.

3 Aprile Partenza per Marrakech La strada nazionale N9 attraverso il passo di Tizni-n-Tichka( 2300 metri !), con circa 210 chilometri di strada di montagna, porta a Marrakech. Bei panorami, gran quantità di pietre false e tartufi, forse falsi anch’essi. Ci fermiamo al parcheggio di Marjanne dove pare ci sia lo smistamento dei camper nei due campeggi della città: Ferdans e Le relais de Marrakech. Puntuale arriva il bus navetta che fa la spola tra le Relais e Marjanne. Risulterà fondamentale perché anche seguendo le indicazioni sul depliant del campeggio la strada per arrivare è veramente difficile. Piscina, servizi pulitissimi, wireless e servizio taxi per la città a prezzi scontatissimi. Unica pecca il ritorno serale: il taxi costa circa 10 euro a corsa.

4 Aprile Marrakech

Nel pomeriggio tappa obbligatoria alla magica piazza di Marrakech. Bibita al bar per godere lo spettacolo dall’alto. Durante il tragitto di ritorno in taxi ingaggiamo l’autista per la ricerca di un riparatore per il parabrezza.

5 Aprile Marrakech Parabrezza riparato o perlomeno messo in condizioni di non peggiorare ulteriormente. Partiamo per una visita ai maggiori monumenti della città e attraversamento dell’enorme souk grazie alla guida di un signore marocchino conosciuto per caso. Tappa obbligatoria alla piazza Djemaa el Fna, questa volta al caffè Argan dove possiamo gustare una torta mele e mandorle memorabile. A sera rimaniamo in piazza affascinati dallo spettacolo incredibile di cantastorie, danzatori, suonatori insomma uno scenario fantastico che da solo meriterebbe un viaggio in Marocco.

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