6 Aprile Torniamo sulla costa Siamo stanchi delle montagne e cambiamo programma. Si parte per El Jadida sul mare che avevamo saltato all’andata. Da El Jadida andremo verso Meknès e Fes utilizzando l’autostrada. La strada che collega Marrakech e El Jadida è una strada nazionale ma piena di buche e trafficatissima. Si aggiungono camionette di fans che vanno ad assistere alla partita El Jadida Marrakech. I ragazzi anche in 40 su piccoli pulmini agitano tutto quello che posseggono, perfino delle bandiere italiane. In compenso l’attraversamento di questo immenso granaio marocchino si rivela un continuo susseguirsi di prati coloratissimi. Il campeggio a El Jadida si trova sul lungo mare, a circa 3 chilometri dal centro, vicino allo stadio dove si svolge appunto la partita di pallone. Un pescatore ci offre del pesce fresco ma non abbiamo voglia di cucinare. A sera una passeggiata per il bel souk della città con frutta verdura e pesce freschissimi. Cena a base di pesce e al ritorno al campeggio..sorpresa ! Scene di guerriglia per il dopo partita: i fans del Marrakech sono asserragliati nello stadio.
7 Aprile El Jadida
Visita della cittadella portoghese e della famosa cisterna. Acquisto di una stuoia per il camper perché in Marocco la stuoia ce l’hanno tutti.. Nel pomeriggio partenza per Casablanca lungo la strada costiera. Breve visita a Azzemmour e della costa Tamara a circa 27 chilometri a sud della città. Per quanto riguarda Tamara non è rimasto nulla di quanto asseriscono le guide. Ovunque residence hanno aggredito una costa abbastanza frastagliata e una volta selvaggia. Ci fermiamo nel campeggio Oasis International sulla strada a circa 27 chilometri a sud di Casablanca.
8 Aprile Meknès
Ci dicono che una breve visita a Casablanca è impossibile a causa di non so quale celebrazione reale e si prosegue quindi per Meknès in parte su autostrada e in parte su superstrade trafficatissime.
Arriviamo a Meknès convinti di poter sostare al Camping Agdal ma anche qui è in atto la festa del cavallo e il campeggio è chiuso. La Gendarmerie ci indica un parcheggio in centro dove troviamo altri camper. Visita allo splendido museo sulla piazza di Meknès e gita in carrozzella. Scegliendo il percorso lungo, se si resiste al cattivo odore, si possono visitare il Mausoleo e la cisterna con i granai. La Medersa (scuola coranica) avrebbe urgente bisogno di restauro ma Meknès è da sempre, dicono, la cugina povera di Fes e Marrakech ed il suo stato di abbandono è evidente.
9 Aprile Fès
Partiamo per Fès alla ricerca del campeggio International che si trova sulla strada di Sefrou. Arrivati in città e inseguiti da false guide e falsi accompagnatori, alla fine ci rivolgiamo ad un vigile che ci fa accompagnare da una falsa guida riconosciuta dalla Gendarmerie e quindi sicura. Dopo quasi un mese di Marocco abbiamo capito che è inutile chiedersi il perché di certe situazioni, bisogna adeguarsi e basta. Quando siamo sulla strada del campeggio scopriamo in ritardo che anche per Fes è importante prima di recarsi in campeggio fare una sosta informativa al supermercato Marjane.
Uscendo dall’autostrada in direzione del centro città è facile trovare le indicazioni per Marjane. Arrivate a Marjane e poi proseguite sulla stessa strada che sbucherà su un grande viale con relativa rotonda al cui centro il simbolo di un pallone. Girate a destra e potrete notare in lontananza lo stadio. Tenete presente che il campeggio si trova accanto allo stadio. Sempre da Marjane, se desiderate sostare vicino alla Medina, potete trovare qualche camperista gentile che vi scorterà verso la Bab Boujeloud. Circa 1 chilometro prima troverete sulla sinistra un parcheggio custodito protetto da una incannucciata. Qui ospitano anche camper ma fate attenzione a non superare il parcheggio perché subito dopo la strada diventa strettissima. Il campeggio ombreggiato, bello ma con servizi scadentissimi è comunque ben servito anche dai petit taxi che a Fes, udite udite, usano il tassametro. Nel pomeriggio, torturando un povero autista di taxi costretto a fare avanti e indietro per la città a causa di una serie di nostri disguidi, facciamo una breve visita alla Medina. E’ Venerdì, c’è poca gente in giro e nonostante ciò ci rendiamo conto di quanto sia difficile girare per l’enorme dedalo di viuzze di Fes. Appena tornati in camper telefoniamo alla guida : Ouadie Slaoui Cellulare +2126612222623 oppure +212662829707 .
Fate attenzione al prefisso poiché sulle guide spesso è indicato 06. Ouadie è una guida autorizzata, conosce perfettamente l’italiano ed è munito di auto, cosa assolutamente indispensabile se non si vuole perdere tempo con gli spostamenti in petit taxi. Prima di andare a dormire assistiamo ad una festa di un matrimonio marocchino. Addobbi principeschi, musica, e giovanissimi sposi lei in tunica rossa e lui in grigio intratterranno gli invitati fino alle 6 di mattina.
10 Aprile Fes
Alle 9 e 30 Oudie ci viene a prendere con la sia Renault Kangoo. Una vista panoramica dalla antica fortezza ci fa comprendere quanto sia grande la città divisa tra città vecchia con un enorme Mellah in alto e una vastissima medina in basso e la nouvelle ville che si estende su più colline circostanti. Un fiume divideva la città ma ora è in cantiere l’intera sua copertura. In questa maniera si eviterà anche l’olezzo del fiume che è ormai diventato la fogna di Fes. Sempre in macchina ci dirigiamo alla fabbrica delle ceramiche e assistiamo alla restaurazione di un mosaico.
C’è anche un negozio ma, pur trattandosi di pezzi molto belli, ci sembra che le ceramiche di Fes siano un pochino costose.
Posteggiando la macchina vicino alla Medina iniziamo un lungo giro che ci permetterà di visitare la splendida Medersa Bou Inania, il Muasoleo di Moulay Idriss figlio, fondatore di Fes, le vasche dei coloritori, l’irrinunciabile negozio di tappeti, il laboratorio della tessitura, La Moschea Kairaouine, insomma circa cinque chilometri di visita attraverso l’enorme medina, vicoli su vicoli in un intreccio pieno di mistero e di fascino. Ouadie, calmo, si aggira con sicurezza e conosce tutti. Una stretta di mano, l’assaggio di una prelibatezza offerta dai negozianti deferenti, la nostra guida è sicuramente un personaggio famoso. Alle 2 del pomeriggio Ouadie instancabile ci illustra l’orologio ma noi siamo stremati e ci facciamo portare al ristorante. “Dar Batha” è situato in uno splendido riad e si mangia bene. Alle 4 ci facciamo riportare in campeggio, ringraziamo Ouadie e andiamo finalmente a riposare.
11 Aprile Ancora verso la costa. Moulay Busselham
Ci manca il mare il pesce e l’autostrada. Torniamo verso i nostri passi consapevoli di dover allungare di circa 100 chilometri ( Vedi considerazioni su strade in Marocco). Attraversiamo i parchi fuori di Rabat dove una folla di marocchini è intenta nel tradizionale picnic domenicale. Arriviamo a Moulay con un bel sole. Il campeggio è carino in riva al mare-laguna accanto al villaggio dei pescatori. Il Paese è vicino, basta fare una scalinata e si arriva sulla grande terrazza di Moulay da dove si ammira il bel panorama della laguna che sbocca sul mare formando una serie di isolotti abitati dai gabbiani. Una barriera di scogli permette di di fare un bagno in sicurezza. Tanti ristorantini propongono pesce e nel piccolo souk braceri arrostiscono granzeole, aragoste e pesce di qualità.
Dopo aver ammirato il tramonto andiamo nel ristorante vicino al campeggio. Frittura mista ottima e abbondante.
12 Aprile Moulay Busselham
Purtroppo è brutto tempo, non potremo andare a fare l’escursione nella laguna,parco naturale. Ci consoliamo con una bella mangiata di pesce freschissimo. Giornata tranquilla in riva al mare, si riflette e si iniziano a scrivere una serie di riflessioni sul viaggio in Marocco. Un paese difficile da comprendere appieno, un paese grande come grandi sono i suoi problemi, un paese in cui tornare alla fine concludiamo
13 Aprile Partenza per Chefchaouen via Ouezzane. Facendo una strada scorciatoia indicataci dal campeggio di Moulay arriviamo a Ouezzane prestissimo pensando di visitare la cittadina. La Medina è graziosa e particolare ma trovare un parcheggio per il camper è veramente arduo. Dopo aver acquistato il pane in un vero forno di campagna e aver scoperto quindi la differenza tra le tanto decantate baguette e l’ottimo pane marocchino tondo, a lievitazione naturale, continuiamo la strada Attraversiamo delle belle gole, una splendida campagna spesso coltivata ad olivo ed infine arriviamo a Chef. Campeggio carino e affollatissimo, paese veramente bello. Chef è un pezzo di Andalusia, di colore indaco e ricco di angoli veramente suggestivi.
14 Aprile Partenza per Tetouan
Amici camperisti ci hanno indicato un parcheggio con area camper proprio vicino alla medina della città ma piove a dirotto e proseguiamo sulla strada per Ceuta al supermercato Marjane. La nostra intenzione è fare rifornimenti in attesa che l’acquazzone finisca. Sempre nell’attesa ci dirigiamo a Capo Negro dove dovrebbe esserci un campeggio. La desolazione accompagnata da una pioggia torrenziale ci attende. Torniamo a Tetouan ma le strade iniziano ad allagarsi. Ci spostiamo sull’autostrada e ci dirigiamo verso l’Oceano Atlantico ad Assilah. Mano amano il cielo diventa meno plumbeo e qualche buco di sereno appare verso mare. Tiriamo un sospiro di sollievo e parcheggiamo i camper in una specie di punto sosta con relativa guardiania che si trova a circa 1 chilometro a nord dalla medina. Purtroppo il parcheggio vicino al centro non è praticabile per lavori. Assilah è veramente molto carina e la sera è piena di ristorantini all’aperto. Peccato, è iniziato a piovere e il ritorno al camper è troppo faticoso per tornare in seguito.
15 Aprile Assilah e Cap Spartel
Un pallido sole forse permetterà delle foto migliori della città. Andiamo a visitare anche la
chiesa Spagnola di San Bartolomeo dove dovrebbero essere conservate delle preghiere cattoliche e mussulmane. La chiesa si trova vicino a “Le Commissariat”, il suo aspetto suggestivo ma il portone è chiuso. Bussiamo al portone della canonica e si affaccia alla finestra una donna mussulmana che ci indica una finestra al primo piano. Una seconda donna velata appare in giardino e in stentato francese ci informa che il parroco dorme. Infine una terza donna ci apre la porta e ci chiede di attendere. Dopo qualche minuto compare una quarta donna sempre velata che ci informa che il parroco è fuori città. L’esercito di donne velate e bugiarde ci incuriosisce non poco.
Finita la visita a Assilah ci dirigiamo seguendo la strada costiera a Cap Spartel nel cui campeggio passeremo gli ultimi due giorni del nostro soggiorno in Marocco in attesa della partenza della nave che ci condurrà a Genova. Dopo circa 50 chilometri siamo arrivati al Campeggio che si trova proprio accanto alla famosa grotta di Ercole. L’apertura sull’Oceano di questa caverna è veramente suggestiva e merita una visita. Tutto ciò che circonda la grotta come i cammelli, bancarelle e baracchette fanno folklore.
16 e 17 Aprile Tangeri Tangeri è davvero una città interessante. Una popolazione variegata, il fortissimo influsso spagnolo, le splendide ville appartenute a attori, pittori e miliardari come quella al numero 0 appartenuta a Barbara Hutton, tutto in questa città ricordano gli anni di status di territorio internazionale. La chiesa anglicana di S.Andrea il cui profilo viene rappresentato dal celebre quadro di Matisse è una interessante chiesa cristiana con architettura araba. Il custode Mustafà sarà contento di illustrarvela, basta bussare alla sua casetta accanto alla chiesa. Dalla piccola Kasbah posta su una collina il panorama dello stretto di Gibilterra è ancora più impressionante che sulla piazza del Mirador più i basso. I vicoli della Kasbah, odorosi e fumosi di Kif mantengono quell’aspetto misterioso e avventuroso che tanto affascinò scrittori e poeti di tutto il mondo. Ma all’ora di pranzo bisogna tornare con i piedi per terra e recarsi al ristorante El Dorado le cui specialità sono una grandiosa frittura di pesce e ottime triglie alla brace.