L’asta è finita

L’asta si tiene direttamente sulla spiaggia al rientro delle barche. Il battitore grida, i moulay-bouselam-4-1600x1200 pescatori in cerchio offrono il loro pescato. L’asta si tiene in una lingua sconosciuta, fatta di urla, di cenni lievi e di taciti assensi. Altre barche si affrettano a tornare in porto, affrontano la barriera delle onde che si frangono e poi, attraverso uno stretto passaggio, entrano nella tranquilla laguna di Moulay Bousselahm. Le barche filano veloci sulla laguna, aggirano le piccole isole sabbiose ed infine vanno ad arenarsi una accanto all’altra scaricando il loro pescato. Sogliole guizzanti, rombi, seppie, gamberi, marmore, dentici, gamberi reali vengono subito raccolti in cassette e venduti. Il caos dell’asta prosegue seguendo regole precise e sconosciute mentre i pescatori ripartono velocemente per un altro turno di pesca. Il territorio di pesca è vicino ma l’Oceano Atlantico concede solo qualche ora di lavoro la mattina presto, e poi il rientro è ostacolato dalle onde che frangono troppo violentemente anche per quelle belle e solide barche in legno. marocco_862-1600x1200 A tarda mattinata l’asta si conclude e due camioncini pieni di pesce partono per l’interno del Marocco. Rimangono a terra seminascoste dalla sabbia piccole pezzature di pesce. Pesce freschissimo, ancora guizzante ma troppo piccolo per essere servito nei ristoranti di Fès o Meknès. Mi viene subito da pensare alle nostre leggi europee che limitano l’utilizzo di reti a maglia troppo piccola. Quest’Africa che non vuole ancora parlare di ambiente.. l’Africa non guarda al futuro ? Poi il mio sguardo torna sulla spiaggia . I pescatori si allontanano mentre mamme e bambini si chinano e raccolgono il pesce invenduto e abbandonato. Oggi potranno mangiare. Povera gente che sopravvive grazie allo spreco di pesce. Povera gente che sopravvive raccogliendo i resti che i turisti lasciano nei cassonetti delle città imperiali. Povera gente che compra le nostre biciclette, buttate in Italia, raccolte e trasportate in Africa. Li ricordo ancora i camioncini imbarcati sulla nave per il Marocco: biciclette, mobili, televisori, attrezzi, casalinghi tante cose che noi non ricicliamo ma trasferiamo in Africa. Lo ricordo ancora il signore milanese abbigliato come Indiana Jones che vendeva al mercato delle pulci di Essaouira tanti seggiolini per bambini senza chiusura di sicurezza e quindi illegali in Europa. Ma sì, mandiamo tutta la nostra immondizia in Africa ! Utilizziamo pescherecci super tecnologici per pescare nel loro territorio ! Tanto l’Africa come può reagire ? L’Africa la cui popolazione  in gran parte sopravvive con gli sprechi della gente ricca, sulla mancata regolamentazione della pesca, sulla svendita del proprio territorio. Come faremo a salvarci dall’autodistruzione senza salvare prima l’Africa dalla nostra ingordigia ? Mentre rifletto su questo un pescatore si avvicina e mi dice “Hai visto quanto pesce ? Una volta se ne pescava 10 volte tanto..comunque il mare è sempre generoso. E da voi  ? ” No, vorrei rispondere, in Italia il mare non è più buono, noi lo stiamo uccidendo e l’asta è quasi finita ma è un discorso troppo complicato per tutti noi. marocco_848-1600x1200

One comment on “L’asta è finita

  1. Pingback: Partoebasta | Diario di Viaggio in Marocco Parte quarta:mare e città imperiali

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